"Un altra vita"

Nel giugno 2004 nella regione di Bwegera scoppiano dei gravi disordini.

Siamo costretti a rimandare un'altra volta l'inizio dei lavori, ma la situazione và aggravandosi e ribelli e truppe governative si scontrano: atrocità e violenze si succedono nella pianura della Rusizi.

Le frontiere sono chiuse e in Giugno 2004, circa 2000 persone di Bwegera, di cui 164 bambini del nostro centro (di etnia tutsi banyamulenge) devono fuggire nel vicino Burundi e chiedere asilo.


L' HCR (Haut Comité pour les réfugiés) fa fronte e annuncia al 20/6 che ci sono 31.000 rifugiati nei campi profughi. Tutto appare passeggero e quando Katrine Keller si reca a metà luglio nel campo di Cibitoke per incontrare i bambini e le famiglie sembra la situazione si debba risolvere in tempi brevi:

Il 13/8 nel vicino campo di Gatumba, durante la notte, entra una banda ribelle armata e uccide 156 rifugiati congolesi tutsi, soprattutto donne e bambini.

Con questa strage ogni desiderio di ritorno a casa viene messo da parte e l'HCR sposta, per maggior sicurezza, i rifugiati in un campo più distante dalle frontiere con la RDC: MWARO.

Da allora la nostra comunità si organizza: costruiscono una scuola nel campo dove i bambini riprendono a studiare e, ogni mese, il nostro responsabile Leon Gashagaza si reca sul posto: ricevono un aiuto alimentare che permette loro di vivere.

A Bwegera, invece la vecchia scuola è stata saccheggia per 3 volte ma il villaggio non perde coraggio e i bambini continuano a studiare con il maestro rimasto. Anche ai 34 bambini rimasti a Bwegera viene dato un aiuto.