Un gruppo di volontari congolesi,
appartenenti a diverse etnie e religioni, inizia a realizzare alcuni
interventi di supporto a bambini rimasti orfani o dispersi a seguito
degli eventi connessi con il genocidio.
FONDAZIONE DELL’ ASSECO
Nel 1997 il gruppo dà vita all’ Association pour
la sauvegarde des enfants congolais ASSECO che viene formalmente
riconosciuta dal governo congolese nel maggio del 1998. Nei quattro
anni precedenti al riconoscimento ufficiale l’associazione
lavora con risorse episodiche, offerte di volta in volta dal governo,
da organizzazioni non governative che operano nella zona, da singoli
benefattori, dalle chiese; tali risorse, tuttavia, vanno diminuendo,
sia perché le ONG spostano il loro impegno in nuovi scenari,
sia perché la guerra civile che porterà alla caduta
di Mobutu ne consiglia l’allontanamento. Parallelamente
l’impegno dell’associazione cresce: la guerra civile
produce ulteriori sofferenze alla popolazione e gli aiuti all’infanzia
in difficoltà devono assumere un carattere di stabilità
e continuità. Si pone quindi il problema di disporre di
un flusso di risorse costante e adeguato.
INIZIO DEL SODALIZIO
Nel giugno del 1998 Katrine Keller, in missione in Rwanda per
conto di una ONG italo-svizzera con la quale collabora, incontra
Emmanuel Nyamugira, presidente dell’ASSECO, che le presenta
le attività dell’associazione. Dall’incontro
nasce un sodalizio: tornata in Svizzera Katrine Keller riesce
a mobilitare numerosi amici e conoscenti e raccoglie ogni mese
i fondi necessari a soddisfare i bisogni primari dei bambini assistiti.
L’ASSECO può così contare da cinque anni su
un flusso modesto ma costante di risorse, che permettono di rendere
più razionali e stabili le sue attività. Oggi assiste
543 bambini in due centri, uno situato a Bukavu, nel quartiere
di Kadutu, e l’altro nel villaggio di Bwegera, vicino a
Uvira. Esisteva un terzo centro a Labotte, quartiere di Bukavu,
recentemente chiuso per vicende legate alla guerra civile che
continua a travagliare la regione; i 43 bambini che vi erano assistiti
sono tuttora a carico dell’associazione. Tutti i bimbi sono
affidati a famiglie che se ne prendono cura, secondo la consuetudine
locale di grande accoglienza verso i bambini in difficoltà.
I centri offrono loro i pasti, la scuola e l’assistenza
sanitaria. Quasi sempre le affidatarie sono vedove di guerra,
che l’associazione aiuta con distribuzione di viveri e incoraggia
a intraprendere piccole attività capaci di renderle economicamente
indipendenti.