"Cronistoria"
Con il suo vastissimo territorio e le sue immense risorse, la Repubblica Democratica del Congo (ex Zaïre) potrebbe aspirare a essere uno dei paesi più ricchi del mondo; la sua travagliata storia e le guerre civili che lo hanno continuamente attraversato hanno invece prodotto una crescente miseria e insicurezza per la grande maggioranza dei suoi abitanti.

Secondo la FAO il 70% della popolazione vive oggi sotto il livello minimo di sussistenza.

La sottoalimentazione, le malattie e i pericoli connessi con le attività belliche fanno sì che le speranze di vita non superino i 49 anni.

L’alfabetizzazione ha raggiunto livelli alti, ma le tensioni politiche e le guerre degli anni novanta hanno provocato la caduta della frequenza scolastica: nel decennio precedente tre bambini su quattro frequentavano la scuola, oggi la percentuale di bimbi scolarizzati è scesa al di sotto del 40%.

L’intervento che ci si propone di effettuare riguarda iniziative in corso in una parte del territorio congolese situata nella Regione dei Grandi Laghi, in prossimità del lago Kivu, tra le città di Bukavu e Uvira. La zona si trova ai confini con le Repubbliche del Rwanda e del Burundi. La regione dei Grandi Laghi, un’area che comprende il Burundi, il Rwanda, la parte occidentale dell’Uganda e una porzione del territorio orientale della Repubblica del Congo, ha subito nello scorso decennio un pesante regresso nelle condizioni di vita della sua popolazione. Tra le cause della difficile condizione nella quale versa l’intera area la più recente è il massacro di Tutsi avvenuto in Rwanda nel 1994 a opera di rwandesi dell’etnia Hutu.